Il Tribunale Ordinario di Roma ha tre differenti sedi, dedicato a vari settori. Per saperne di più su di essi, la loro funzione, e dove trovarli, si può continuare a leggere questa pagina.

Le sedi del tribunale

Il tribunale di Roma ha tre sedi, ovvero quella di Piazzale Clodio, dove si trova il settore penale, quella in Viale Giulio Cesare, in cui vi è il settore civile, e quella in via Lepanto, che riguarda il settore civile e del lavoro.

In ambito della materia penale, ci sono undici sezioni dibattimentali ordinarie, che riguardano reati contro la Pubblica Amministrazione, reati contro i soggetti più deboli, contro reati patrimoniale ed economici, sei corti di Assise, per reati di competenza di quest’ultima, una sezione G.I.P./G.U.P. ed un collegio per i reati ministeriali.

Riguardo alle questioni di materia civile, le aree si ampliano a quelle delle famiglie, delle tutele, della pubblica amministrazione, del diritto societario, delle esecuzioni immobiliari e mobiliari, dei diritti legali e di mercato, delle responsabilità extra-contrattuali, del lavoro, del diritto fallimentare e del Tribunale delle Imprese. Ci sono, poi, sezioni specializzate per l’agraria, le impugnazioni, collegi per le ricusazioni, il trattamento dei dati personali e i reclami verso il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

Chi ha bisogno di ulteriori informazioni, può trovarle sul sito ufficiale del tribunale, inclusi dei moduli da poter scaricare in pdf e i contatti delle varie sezioni, indicati nell’omonima area.

I tribunali dell’antica Roma

Non si può non pensare al tribunale di adesso, senza chiedersi come fosse al tempo dell’antica Roma. C’è da dire che oltre alle campagne militare, gli antichi romani dovevano la nascita del loro impero anche applicando le loro leggi. In pratica, sono stati dei veri e propri pionieri dei tribunali che conosciamo oggi.

Ai tempi degli antichi romani, ogni persona poteva diventare accusatore, raccogliendo testimoni e prove, diventando così attore e  chi accusava veniva nominato convenuto. Il giudice, allora, era un pretore, ma si potevano interpellare altri magistrati, ed ad essi l’attore presentava la postulatio, ovvero l’accusa, e il pretore allora procedeva all’interrogatio del convenuto, per valutare i fatti. Nel caso mancavano le prove, il convenuto poteva querelare l’attore, ma in caso contrario, si procedeva al processo formale, stilando un documento e dopo una decina di giorni poteva iniziare il processo.

I processi si tenevano nel foro, all’aperto, e quindi alla presenza del pubblico, e se piovevano si usavano le basiliche. L’accusa aveva fino a due ore di tempo per presentare i reati contro il convenuto, e la difesa ne aveva fino a tre. Dopo la fase preliminare, vi era l’altercatio, in cui l’accusa e la difesa di facevano domande a vicenda, e durante la probatio si presentavano le prove e i testimoni. Una volta terminata questa face si poteva giungere alla sentenza, condannando o assolvendo il convenuto, ed allora era definitiva e irrevocabile.

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