Quando si parla di turismo si pensa subito a qualcosa di positivo e a coloro che viaggiano per poter vedere altri luoghi e arricchirsi. Il turismo può essere di molti tipi differenti; lo scopo sostanziale è sempre e comunque quello di viaggiare e vedere nuovi luoghi per liberare la mente da pensieri e stress. Che sia un viaggio culturale o un viaggio prettamente più di relax, il turismo e i viaggi in generale sono sempre e soltanto qualcosa di positivo.

Il lato positivo c’è sicuramente per chi viaggia ma anche e soprattutto per le mete del turismo. Soprattutto in Italia il turismo fa guadagnare ogni anno miliardi di euro ai musei, ai siti, agli stabilimenti di balneazione e alle città in generale. Il turismo è fondamentale per il paese perché da all’economia uno slancio importante e crea nuova occupazione e nuovi introiti da reinvestire in cultura.

Negli ultimi anni, però, si è sviluppata un’altra forma di turismo: il cosiddetto turismo dell’orrore.

Con turismo dell’orrore si intende quella tipologia di turismo che è volta alla curiosità più macabra ed estrema nei confronti del luogo dove è avvenuta una tragedia. Che sia una casa, un ambiente o qualunque altro posto, il turista dell’orrore vuole andare a guardare lui stesso il luogo in cui è stato commesso magari un efferato delitto o dove si è consumata una tragedia.

I luoghi del turismo dell’orrore

Il più famoso e il primo in ordine di tempo è di certo l’omicidio del piccolo Samuele avvenuto per mano di Anna Maria Franzoni nella sua casa di Cogne. Per anni l’opinione pubblica è stata informata dai giornali con la notizia di questo efferato delitto, giornali che ne hanno creato un vero e proprio caso nazionale.

L’essere informati sui fatti che avvengono nel proprio paese e nel mondo è fondamentale ma, talvolta, si rischia di eccedere nei dettagli alimentando la morbosità delle persone. E’ nella natura dell’uomo essere curioso e voler sempre sapere qualcosa in più ma, talvolta, in modo eccessivo. Il fatto che moltissime persone si recano ogni anno a visitare luoghi di questo tipo che con il tempo si sono trasformati in vere e proprie mete è un dato abbastanza inquietante.

Questa passione “horror” sembrava un fatto limitato a poche persone e che non sarebbe dovuto essere alimentato da nessuno, invece perdura e, anzi, fa continui proseliti. Questa nuova tipologia di turismo è diventata interessante a tal punto da diventare un vero e proprio business.

All’isola del Giglio dove si è consumata la tragedia della Costa concordia in cui sono annegate moltissime persone, si staccano migliaia di biglietti ogni giorno al fine di visitare il porto. E’ decisamente assurdo il fatto che si possa addirittura creare un business sopra una tragedia di questo tipo, eppure è così. La curiosità è di certo insita nell’uomo ma, in certi casi, dovrebbe essere scoraggiata.

Il turismo dell’orrore non dovrebbe essere in alcun modo incentivato poiché il luogo di qualunque tragedia dovrebbe rimanere sacro e inviolato. Purtroppo molti lucrano su chi purtroppo non c’è più e non può dire la sua, ma quello che è certo è che tra tutte le tipologie di turismo questo è l’unico dannoso.

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