Dei nuovi studi hanno scoperto che bere una bevanda alcolica al giorno potrebbe abbreviare le aspettative di vita. Tale ricerca ha rilevato che assumere più di 100 millilitri di alcolici a settimana potrebbe aumentare il rischio di morte e ridurre quindi le aspettative di vita.

Quali sono i limiti e quanto non vengono rispettati

I limiti di consumo d’alcool raccomandati negli Stati Uniti è di 98  millilitri per le donne ed il doppio per gli uomini, più o meno due drink al giorno. Mentre in Italia, in Spagna e nel Portogallo i limiti sono più alti del 50 percento. Nel Regno Unito i limiti sono di circa otto drink a settimana per uomini e donne, idealmente ripartiti su tre o più giorni. Un team di ricercatori internazionali ha studiato le abitudini di consumo di quasi 600.000 bevitori, provenienti da pressoché 19 paesi. Circa il 50 percento di essi ha riferito di aver bevuto più di 100 millilitri di alcool a settimana, per la precisione 350 millilitri in più. Lo studio si è basato sull’età, il sesso, lo stato del diabete, le abitudini al fumo e altri fattori relativi alle malattie cardiovascolari. Il rischio per la salute associato al consumo di alcool varia infatti da paese a paese a seconda di condizioni come l’obesità, il fumo e ai problemi di salute.

Cosa succede se si superano i limiti

E’ stato provato che bere più di 100 o 200 millilitri di alcool a settimana riducesse la durata di vita di un quarantenne di ben sei mesi. Bere 200 o 350 millilitri di bevande alcoliche a settimana riduce le aspettative di vita di uno o due anni. Berne più di 350 accorcerebbe la vita di ben quattro o cinque anni. Il messaggio che vuole lanciare questa ricerca è quello di ridurre o eliminare il consumo di alcolici per vivere più a lungo e ridurre il rischio di diverse malattie cardiovascolari. Gli studiosi hanno esaminato il collegamento che esiste tra quantità d’alcool consumata ed il rischio di vari tipi di malattie cardiovascolari. Le persone che hanno bevuto di più sono sottoposte ad un elevato rischio di ictus, insufficienza cardiaca, infarto, malattia ipertensiva fatale e aneurisma aortico fatale, in cui l’arteria o la vena si gonfia e potrebbe esplodere. Tutto questo è dato dall’impatto che l’alcool ha sulla pressione sanguigna e su altri fattori legati ai livelli di colesterolo. Questi studi mirano anche a ridurre i danni causati dall’alcool nei “baby boomer”, la fascia d’età più esposta al rischio di aumento o abuso di bevande alcoliche.