Nelle ultime ore sia i vescovi statunitensi sia quelli messicani hanno fortemente criticato il piano dell’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Tale piano prevede l’invio delle truppe della guardia nazionale al confine meridionale degli Stati Uniti per ragioni di sicurezza.

Lo schieramento della guarda nazionale statunitense

Mercoledì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine per permettere lo schieramento della guardia nazionale statunitense nei confini meridionali del paese. Durante il memorandum del 4 aprile, il presidente Donald Trump ha dichiarato “La capacità di controllare chi e cosa entra nel territorio è un diritto fondamentale ed innegabile di una nazione sovrana. La situazione esistente nei confini ha raggiunto un punto di profonda crisi. L’illegalità presente nel nostro confine meridionale è incompatibile con la sicurezza e la sovranità degli Stati Uniti e del popolo americano. La mia amministrazione ha un’unica scelta: agire.” Il Pentagono ha infatti rivelato che una “cellula di supporto alla sicurezza” è stata sviluppata al fine di aiutare il coordinamento tra la sicurezza nazionale e i dipartimenti della difesa. I costi finanziari previsti, il numero di truppe ed il periodo di tempo non sono stati ancora comunicati, ma è stato dichiarato che la cellula supporterà la dogana e le pattuglie di frontiera statunitensi. Parecchia gente ha messo in dubbio l’iniziativa di Donald Trump, in quanto il passaggio di confine dei latinoamericani e messicani è diminuito drasticamente negli ultimi anni. Nel 2017 le persone che hanno provato ad attraversare illegalmente il confine sono state solo 304.000, il numero più basso dal 1971.

La reazione dei vescovi

I vescovi messicani hanno postato dei tweet in cui hanno palesato di essere contro la militarizzazione del confine meridionale statunitense ed hanno espresso la loro preoccupazione che tale mossa possa mettere a rischio un numero maggiore di latinoamericani. Ecco cosa hanno dichiarato “E’ estremamente rischioso per il popolo messicano e latinoamericano avere un confine militarizzato. Tale iniziativa dovrebbe essere revocata.” Il 5 aprile il vescovo di El Paso Mark Seitz ha comunicato “La guardia nazionale è una forza militare destinata alla protezione della nostra nazione. Aiuta la popolazione quando si verificano disastri naturali e difende il paese quando è in corso un’azione militare straniera. Quella dei messicani e latinoamericani che oltrepassano il confine non rappresenta una minaccia. Inoltre è un fenomeno che negli ultimi anni si è ridotto drasticamente.” Il vescovo ha poi sottolineato che i migranti cercano asilo, scappano da persecuzioni e da paesi controllati da narcotrafficanti. Ha poi esortato Donald Trump a smetterla di giocare sulle paure infondate del popolo americano e di interrompere quest’inutile iniziativa.