Al termine di una giornata molto difficile segnata da un continuo rimbalzo delle borse, il Dow Jones guadagna l’ 1,4%, il Nasdaq l’1,44% e lo S&P 500 l’1,50%.

La borsa di New York si è trovata a meno dieci punti dall’ultimo picco raggiunto il 26 gennaio e dopo gli ultimi dati negativi è entrata ufficialmente in una fase di correzione pochè da quel momento, alla capitalizzazione mondiale,  sono venuti a mancare circa 5 miliardi in azioni.

Le borse europee e asiatiche hanno sofferto di questo ribasso di Wall Street chiudendo tutte in negativo.

Nella notte in America il senato ha approvato il budget per gli anni 2018-2019 con 28 votazioni contrarie e 71 favorevoli e, cosa non affatto scontata, anche alla Camera si è ricevuta l’approvazione per questo bilancio.

Dal punto di vista macroeconomico anche le borse francesi sono risalite dopo un autunno difficile e che ha anche registrato una chiusura in negativo con il -0,3% nel mese di novembre.

Anche l’Italia risente fortemente di questo “effetto rimbalzo” di Wall Street e dei mercati in generale chiudendo positivamente ma ,al contrario, la Gran Bretagna sembra non aver trovato giovamento dalle oscillazioni del Dow Jones e a dicembre la produzione chiude in negativo al -1,3%.

Anche il petrolio come materia prima scende di prezzo arrivando a costare 60 dollari al barile e il Brent perde oltre due punti con 63.4 dollari.

Anche le borse asiatiche chiudono tutte in negativo registrando un – 2,32% a Tokio, un 1,82% a Seul e addirittura un – 3.3% per la borsa si Shenzhen, 3,5% per la borsa di Hong Kong e – 4,95 % per la borsa di Shangai, la peggiore.

Questi sbalzi continui e importanti sulle borse di tutto il mondo e in particolar modo su quelle asiatiche sono dovuti alla paura dei rialzi USA con effetti sul potere d’acquisto e sugli utili delle società azionarie poiché si abbassa notevolmente il potere d’acquisto con conseguenze negative su tutta l’economia mondiale.