Italo non è più un treno italiano. Continuerà a servire le stazioni ferroviarie italiane delle più importanti città del Paese garantendo la sua copertura sulle linee dell’alta velocità, ma da ieri la società è passata ufficialmente in mano agli americani del fondo Usa Global Infrastructure Partners (in abbreviazione Gip).

La compagnia privata denominata Nuovo Trasporto Viaggiatori, della quale Italo rappresenta il nome commerciale, ha infatti accettato una proposta di ben 1,940 miliardi di euro per l’acquisizione del 100% del capitale sociale della società. Il contratto di compravendita, attualmente al vaglio dell’Antitrust che ne dovrà vagliare le condizioni e dovrà dare il via libera, dovrà essere sottoscritto entro giorno 11 febbraio 2018.

L’importo totale dell’operazione commerciale si aggira intorno ai 2,5 miliardi: inclusi nella proposta di Gip ci sono anche i soldi destinati alla copertura di 440 milioni di debito di Italo ed altri 40 milioni da calcolare tra il dividendo da destinare agli azionisti attuali (30 milioni) e le spese relative all’interruzione del processo di quotazione in borsa fino- e non oltre- alla cifra di 10 milioni.

La decisione relativa alla proposta di Gip è stata presa nel corso di un Consiglio d’Amministrazione che è durato ben sei ore e ha visto il raggiungimento dell’unanimità tra tutti gli azionisti della società, che hanno dato responso positivo nei confronti dell’operazione. Gli azionisti in questione sono Montezemolo (forse il volto più noto da legare abitualmente all’immagine di Italo), Cattaneo, Della Valle, Punzo, Banca Generali ed Intesa Sanpaolo.

La società, a questo punto, non sarà più quotata in borsa. Dall’operazione i tre azionisti principali ricaveranno un guadagno lordo dal valore non indifferente: 340 milioni per Della Valle, 252 per Montezemolo e “solo” 155 milioni per Gianni Punzo. Gli azionisti, inoltre, avranno la facoltà di reinvestire nella società fino al 25% dei proventi ricavati dalla vendita.