Questa volta, le autorità britanniche, hanno posto il veto sullo scambio di informazioni tra chat e social network.

Nell’occhio del ciclone si è questa volta ritrovata Whatsapp.

Quali sono le accuse?

La popolare chat utilizzata in tutto il mondo, avrebbe condiviso i dati dei propri utenti con il social network Facebook.

Whatsapp aveva modificato la policy sulla privacy dando appunto la possibilità ai suoi utenti di condividere i dati dalla chat direttamente con il social network.

L’utente avrebbe avuto 30 giorni per ritirare questa possibilità, dopo di che i suoi dati sarebbero stati condivisi.

L’intento di Whatsapp non era di certo quello di mettere a repentaglio i dati sensibili dei suoi utenti, ma quello di aiutarli maggiormente con l’antispam.

Come si è conclusa la vicenda?

L’indagine aperta nell’agosto 2016 dalla CO, cioè dall’ Information Commissioner’s Office, l’autorità che ha come obiettivo proprio la protezione dei dati sensibili dei cittadini della Gran Bretagna, è stata finalmente chiusa.

La conclusione è stata un nulla di fatto poiché Whatsapp è stata completamente scagionata.

La popolare chat non è stata accusata di diffusione di dati sensibili dei suoi utenti proprio perché, a conti fatti, non ha mai condiviso nulla e ha confermato l’assoluta intenzione di non condividere nulla neanche in futuro.

Quella di Whatsapp è più che altro una “promessa” più che un vero e proprio contratto.

Il contratto verbale sottoscritto, infatti, prevede che la chat non condivida con Facebook nessun dato sensibile se non esclusivamente secondo il Regolamento generale sulla protezione dei dati che, però, sarà effettivo solo dal 28 maggio 2018.

 

Entro quella data  dovrà modificare i termini della sua privacy poter evitare di essere accusata e, questa volta, incriminata per aver diffuso dati privati.

Gli utenti di tutto il mondo devono prestare molta attenzione alle nuove leggi che entreranno in vigore per essere certi di essere sempre protetti.