La pet-theraphy ormai ha preso da anni piede in varie terapie di riabilitazione, ed in questa branca si può annoverare anche l’ippoterapia, ovvero la terapia con i cavalli. Ma in cosa consiste? Quali sono, effettivamente, i suoi benefici?

Come funziona

Ufficialmente, l’ippoterapia è nata negli anni Settanta, ma essa si può far risalire anche ad una ventina di anni prima, quando cominciava a svilupparsi la pet-theraphy. Essa è rivolta, in particolare, a chi soffre di patologie come l’autismo o la sindrome di Down, ma anche per chi deve seguire una riabilitazione fisica. Alcune ricerche hanno messe in evidenza come ha apportato benefici a chi soffre di sclerosi multipla giovanile o è affetto dal morbo di Parkinson nella sua forma precoce.

Se ne possono distinguere tre tipologie, ovvero:

  • l’ippoterapia propriamente detta, rivolta ai soggetti già citati, e può consistere nell’accarezzare l’animale, accudirlo e/o montarlo in sella, a seconda della patologia di cui si soffre;
  • la rieducazione equestre, consigliata a pazienti con disabilità neuromotorie, di un livello medio o lieve, e a chi ha disturbi di tipo cognitivo comportamentale.  E’ una fase di terapia avanzata, nell’ippoterapia, ed in questo caso chi vi è sottoposto deve essere attivo nel condurre l’animale;
  • gli esercizi di equitazione, indicati per chi è affetto da disabilità, che consiste in vere e proprie lezioni di riabilitazione, in cui il paziente acquisisce di nuova una certa autonomia.

I suoi benefici

Una terapia come questa può risultare stimolante, sotto vari punti di vista, rivolta anche a migliorare la qualità della vita, oltre che le proprie condizioni fisiche. Albert Einstein diceva “Non si può voler bene a un’automobile come a un cavallo. Il cavallo ci fa provare delle emozioni che le macchine non riescono a darci”, e se c’è una cosa in cui l’ippoterapia (come la pet-theraphy in generale), si differenzia dalle altre, è che consiste nello stabilire un rapporto profondo con l’animale, che diventa inconsapevolmente un terapeuta, ed in questo è differente dagli strumenti usati in fisioterapia o altri trattamenti, ed implica lo stare all’aperto, il che può accelerare la guarigione.

I benefici che apporta questa terapia sono di tipo:

  • motorio, perché quando si sale in sella si rafforzano i muscoli e si migliora la coordinazione;
  • cognitivo-sensoriale, in quanto eseguire esercizi di riabilitazione a cavallo migliora la concentrazione e stimola la memoria. Ne beneficiano, sotto questo punto di vista, chi è affetti da disturbi come il deficit di attenzione;
  • psicologico, dato che aumenta l’autostima, e può migliorare le proprie capacità relazione, nonché ridurre stress ed aggressività. Per questo si è dimostrato efficace anche per chi ha problemi di bulimia o anoressia;
  • relazionali, perché si genera, come è stato accennato prima, un legame con l’animale, il che aiuta il paziente ad aprirsi di più.
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