L’iperammortamento 250 per cento è un’agevolazione fiscale, prevista dalla Legge di Bilancio del 2017, a favore di professionisti ed imprese che investono sulle innovazioni digitali, introdotta proprio per incentivare questo tipo di investimento. Per saperne di più su come funziona e calcolarlo, si può continuare a leggere questa pagina.

Che cos’è e chi può usufruirne

Per agevolare e favorire i processi di trasformazioni tecnologica delle industrie, nel 2017 è stata emessa la maxi-deduzione dell’iperammortamento 250, per investire nella ricerca, nello sviluppo e nell’innovazione di tali aziende. Questo iperammortamento include cinquanta categorie di beni, inclusi gli acquisti effettuati con leasing. Per usufruirne, sarà necessario produrre una autocertificazione, come prevede il D.P.R. 445/2000, e presentare la perizia giurata di un professionista, se il costo del bene in questione supera i 500,000 euro.

I beni in questione, possono essere di due categorie:

  • beni materiali nuovi;
  • beni immateriali, come software o altri dispositivi.

Ad averne diritto, sono le società, in qualunque forma (società di capitali, cooperative, società di persone, etc) e le ditte individuali, comprese quelle sottoposte all’IRI, e nello specifico spetta a imprese nel campo della robotica, della meccatronica, della nanotecnologia di internet, della stampa 3D, della sicurezza informatica ed altre aziende operanti nell’ambito informatico. Non possono, invece, usufruirne i liberi professionisti.

L’istanza per richiedere tale iperammortamento, oltre alle certificazioni citate, deve includere i dati anagrafici del richiedenti, la partita IVA, la descrizione della questione, le specifiche per cui si richiede l’ammortamento e, infine, i propri recapiti (numero di telefono, indirizzo, e-mail, etc).

Ecco un esempio

Attualmente, l’iperammortamento del 2020, non è più del 250 %, ma del 150 %, e per la precisione le sue aliquote sono del:

  • 150 %, per investimenti fino a due milioni e mezzo di euro;
  • 100 %, riguardanti gli investimenti tra i due milioni e mezzo e i dieci milioni di euro;
  • 50 %, se gli investimenti comprendono un costo tra i dieci e i venti milioni di euro;
  • 40 %, per i beni immateriali e non, previsti dalle Legge di Bilancio 2017, i servizi digitali e i sistemi di gestione e-commerce;
  • 0 %, per investimenti superiori a venti milioni di euro o per chi ha già usufruito dell’iperammortamento del 150 %.

Per fare un esempio: si può prendere un’azienda che vuole ammortizzare dei software, la cui installazione arriva a 20,000 euro. Per calcolare l’iperammortizzazione di dovrà fare questa operazione: 20,000 : 100 x 40. Il risultato sarà di 8000 euro, deducibile dalla tasse Irpef e Ires.

Ti è piaciuto l'articolo?
[Total: 0 Average: 0]