Com’era fatta la veste dei senatori romani, è nota a tutti, ma non tutti forse sanno che si chiamava laticlavio, e qual’era il significato dei suoi colori. Per saperne di più, sia sulle sue caratteristiche, può continuare a leggere la pagina.

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La veste

Il laticlavio consisteva in una tunica bianca con una striscia color porpora. Quest’ultima era portata sulla spalla, e cadeva sia davanti che dietro, nel senso della lunghezza. Il suo nome deriva dai termini latini “latus“, ovvero lato, e “clavium“, chiodo, termine che in realtà indicava gli ornamenti che venivano appuntati. Questa veste, rappresentava la dignità del senatore.

Bisogna fare attenzione, tuttavia, a non confonderla con l’angusticlavio, destinata a personaggi di un rango inferiore, come i cavalieri. In questo, anche se la tunica è bianca, la striscia color porpora è di una larghezza minore, e ricadeva nel senso verticale, posteriore alla tunica.

Il senato romano

Per capire l’importanza di questo abbigliamento, bisogna capire quella del ruolo del senato, nell’antica Roma. Il termine, in latino, ovvero “senex“, si può tradurre come padre o anziano. Costituito fin dalla fondazione di Roma, all’inizio vi si annoveravano solo cento patrizi. La storia di questa figura è lunga, ma è bene soffermarsi sui ruoli che avevano i senatori nell’antica Roma, a cominciare da quello costituzionale, legislativo e giurisdizionale: essi dovevano controllare l’opera dei magistrati, discutere nuove leggi, promulgare il senatoconsulto (ovvero le loro deliberazioni) e decidere su reati commessi in Italia che richiedevano il loro intervento, come nel caso di tradimenti, cospirazione o assassinii.

In merito alla politica finanziaria, avevano il compito di controllare l’aerarium (riserva delle monete), e prendere decisioni in merito alla spesa pubblica: infatti, i questori non potevano effettuarne nessuna senza un decreto del senato, fatta eccezione per quelle dei consoli. I senatori dovevano anche dare il loro benestare per le spese in merito a riparazioni e costruzioni di edifici pubblici.

Nella politica estera, dovevano siglare accordi e trattati di pace o dichiarare la guerra. Erano loro a inviare ambasciatori nelle province per risolvere problemi e controversie. In caso di guerra, controllavano anche le forze militari, sorvegliandole e coordinandole le operazioni.

Una grande differenza tra loro e i senatori odierni, è che i senatori dell’antica Roma ricoprivano un ruolo sacro-religioso: essi, infatti, dovevano sorvegliare i culti, fondare tempi e controllare i collegi del sacerdoti. Nei luoghi pubblici, potevano usufruire di posti privilegiati, a teatro ed in altre manifestazioni.

Alcune curiosità

Sono diversi i romanzi storici e i film in cui il senato romano è presente. Basta pensare al film Spartacus (1960), in cui si vede il senato discutere in aula dei provvedimenti da prendere contro gli schiavi ribelli.

Nei gialli storici di Danila Comastri Montanari, il “detective” in questione è proprio un senatore della Roma governata dall’imperatore Claudio (zio di Nerone), Publio Aurelio Stazio. Ed è in una delle sue avventure, riportate nel libro Parce sepulto, che si fa accenno all’abbigliamento dei senatori. In questo libro, Stazio cerca di ottenere informazioni da un bambino, ed è quest’ultimo, a dirgli, nella loro conversazione: “avevi addosso una toga come la mia, con la striscia rossa…toghe come quelle le portano i bambini e i magistrati“, perché (e questo si accenna sempre nel libro) entrambe queste figure sono sacre e intoccabili.

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