In questi giorni il comune di Napoli sta vivendo attimi di crisi e tensione a causa del dissesto economico.

Sono molti i debiti che il comune di Napoli ha accumulato negli anni, questo è il motivo per cui si sta parlando a proposito di una possibile dichiarazione di dissesto economico. Luigi De Magistris, il sindaco di Napoli, e i suoi collaboratori stanno cercando di fare il possibile per scongiurare questa evenienza. Giovedì il sindaco ha annunciato «Napoli non andrà in dissesto» . Una risposta contraria arriva però dall’ANM, ossia la società che gestisce il trasporto pubblico di Napoli. Infatti il presidente di questa società di è dimesso dal suo ruolo spiegando che sarà difficile riequilibrare la situazione finanziaria all’interno dell’azienda.

La Corte dei Conti aveva contestato i problemi contabili del comune di Napoli del periodo tra il 2014 e il 2016. Il comune ha lasciato un appello contro la decisione della Corte regionale, il quale è però stato respinto giovedì, portando così Napoli ad avvicinarsi sempre più al dissesto. Questo rifiuto è stato motivato poiché secondo le Corte dei Conti il comune era mancato al patto di stabilità. Nonostante ciò è stato accolto il ricorso riguardante l’anno 2014. Per le città che sforano dal patto di stabilità sono previste sanzioni, come il taglio dei trasferimenti statali.

Uno dei debiti più grandi che sta alla base dei problemi finanziari di Napoli è quello del 1981 nei riguardi del consorzio Cr8, il quale si era occupato dei lavori necessari in seguito al terremoto avvenuto nel 1980. Nessuna amministrazione in questi 40 anni si occupata adeguatamente di tale problematica e ad oggi il debito ammonta a circa 81 milioni di euro. Secondo il sindaco attuale parte di questo debito riguarda lo Stato e per questo motivo lo ha messo fuori dal bilancio comunale. La Corte ha denunciato e ritenuto illecita questa decisione presa dal sindaco.

In caso di dissesto lo stato dovrà affidare il caso a dirigenti nominati appositamente che si occuperanno di risolvere le problematiche con la fiscalità generale ossia con le risorse statali. L’amministrazione della località interessata non potrà però fare ulteriori mutui finché il problema non verrà risolto.

L’avvocato di Napoli, Orazio Abbamonte, ha dichiarato che quando De Magistri fu eletto sindaco si sarebbe già potuto dichiarare il dissesto economico, ma il sindaco allora nominato preferì cerca di ripristinare e riequilibrare le finanze pur di allontanare il rischio di restrizioni al suo potere. Trascorso il suo mandato di governo, per il sindaco di Napoli potrebbero incorrere però conseguenze politiche gravi. Giovedì prossimo De Magistri si incontrerà con il presidente del consiglio Paolo Gentiloni.