Per lungo tempo, le rape hanno rappresentato una preziosa fonte di sostentamento per i popoli antichi, agricoltori soprattutto.

Già ai tempi dei Greci e dei Romani, si accumulavano scorte di rape per i mesi in cui la terra produceva poco: questo perché la rapa può essere conservata fino al raccolto successivo.

In botanica, è nota come Brassica rapa L., una pianta appartenente alla famiglia delle Brassicaceae coltivata perlopiù come ortaggio di cui si possono consumare, a seconda delle varietà, le foglie, la radice carnosa (a forma cilindrico-conica o sferica-appiattita), le cime fiorite, il seme oleoso (da cui si estrae l’olio di ravizzone).

La comune rapa è la parente povera delle Crucifere (la stessa famiglia dei broccoli e del cavolfiore o dei cavolini di Bruxelles).

E’ una specie a ciclo riproduttivo biennale: il ciclo di coltivazione può essere annuale o biennale secondo il prodotto da raccogliere.

Si semina generalmente alla fine dell’inverno per raccoglierla in maggio-agosto (nei paesi più freddi) o in luglio-settembre per raccolte successive durante tutto l’inverno (nelle regioni calde).

Questo tipo di ortaggio predilige terreni ricchi d’acqua (seppur poveri) e di calcio, concimati con il letame, un clima mai troppo caldo o arido ed esposizione al sole. Viene consumato soprattutto in inverno ma anche in autunno e in primavera: in realtà, è disponibile tutto l’anno.

Il suo sapore è piuttosto dolce (talvolta, con una nota piccante), la consistenza lievemente spugnosa. Spesso, viene consumata condita con olio d’oliva oppure burro e sale.

I broccoli di rapa (friarielli) da soli o insieme alle foglie ed alle inflorescenze (cime di rapa) appartengono alla sottospecie sylvestris e vantano un valore gastronomico decisamente superiore a quello della rapa comune.

Rape: proprietà nutrizionali

Le rape sono alimenti ricchi di acqua (90-93% circa).

Per il restante 7-10%, contengono:

Vitamine A, β-carotene, vitamina C (20 mg ogni 100 grammi di rapa) e del gruppo B, acido folico. In particolare, contiene una quantità maggiore di vitamina C rispetto alle arance;

Sali minerali (fosforo, calcio, ferro, potassio, sodio);

Proteine;

Glucidi;

Clorofilla ad azione antiossidante. che aiuta la produzione di emoglobina e, quindi, combatte l’anemia;

Fibre (che contrastano le infiammazioni intestinali);

Flavonoidi (tra cui quercitina) ad azione antiossidante, utili per prevenire malattie cardiovascolari e tumorali;

Fitonutrienti particolari come i tiocianati (composti fenolici) che contengono zolfo ad azione detossificante e, a quanto pare, antitumorale (cancro al seno, stomaco, polmoni);

Gluconisolati con proprietà antitumorali;

Gefarnato ad azione antinfiammatoria, che protegge la mucosa dello stomaco dagli acidi;

La rapa è un alimento essenzialmente proteico, è povera di calorie, non ingrassa, quindi si rivela ottima per chi è a dieta.

L’importante è non consumarne in eccesso e per lunghi periodi in quanto possono provocare effetti indesiderati.

Rape: i benefici per la salute

Le rape condividono benefici e proprietà con i ‘cugini’ della stessa specie delle Crucifere (ravanelli, broccoli, verza, cavolfiori, cavoletti, ecc.), tutti ricchi di vitamine del gruppo B, vitamina C e di acido folico.

Consumarle regolarmente assicura all’organismo un ottimo apporto di potassio, calcio, ferro e fosforo. La rapa è anche ricca clorofilla, molto utile nel normale svolgimento del processo produttivo dell’emoglobina.

È una verdura priva di glutine, quindi chi è affetto da celiachia può consumarla.

Tra gli altri effetti, elimina tossine nell’organismo ed ha proprietà antiossidanti.

È ideale nelle diete perché ha soltanto 20 calorie per ogni porzione di 100 grammi.

Vediamo, in sintesi, tutti gli effetti benefici della rapa per la salute:

– drenante, depurativa e disintossicante, contrasta la ritenzione idrica, è un diuretico naturale tanto da combattere i calcoli. E’ indicata per chi soffre di disturbi renali;

– antinfiammatoria, combatte infiammazioni e infezioni (anche intestinali);

– antiossidante, previene malattie tumorali;

– rallenta l’invecchiamento cellulare in quanto ricca di luteolina e di altri tipi di flavonoidi;

– rinfrescante, agisce su bocca e cavo orale, è un disinfettante per la gola, la lingua e tutto il cavo orale;

– riequilibrante, molto utile per combattere i dolori del ciclo;

– elimina le tossine;

– rinforza il sistema immunitario;

– regola la presenza di colesterolo nel sangue e la pressione sanguigna;

– contrasta l’anemia;

– fa bene al cuore;

– combatte la stanchezza e la sensazione di astenia;

– è consigliata ai diabetici in quanto non contiene amido;

– aiuta la digestione perché ha un elevato contenuto di fibre, protegge la mucosa dello stomaco dagli acidi e riattiva l’intestino;

– depura il sangue essendo ricca di sali minerali, vitamine e selenio.

Le proprietà terapeutiche della rapa

Da sempre, le rape sono note anche per le loro proprietà terapeutiche.

Questa affermazione fu considerata valida fino agli inizi del secolo scorso, quando i medici prescrivevano questo ortaggio come medicina efficace per il trattamento di specifiche patologie.

Come abbiamo appena visto, la rapa è ritenuta efficace sia a livello preventivo che terapeutico per alcune patologie. Previene malattie cardiovascolari grazie alla ricchezza di flavonoidi come la quercetina.

Diversi studi riportano un ruolo importante della rapa nella lotta contro il cancro attraverso un’azione con un meccanismo simile alla vitamina C. Pare che prevenga ed attenui il rischio carcinogenico grazie alla notevole quantità di sostanze fitochimiche (polifenoli, isotiocianati) presenti.

Tanto che le rape potrebbero essere potenziali coadiuvanti nelle cure anticancro; ipotesi ancora discussa e per la quale si dovranno attendere ulteriori studi approfonditi allo scopo di ottenere risposte certe.

Non è ancora ben chiaro il meccanismo attraverso cui riesca a prevenire i tumori: pare che i fitonutrienti delle crucifere incrementino la produzione di enzimi in grado di combattere alcuni agenti cancerogeni.

Rape: effetti indesiderati e controindicazioni

Insieme ai benefici è necessario far presente che l’abuso delle radici bulbose e carnose consumate per lunghi periodi potrebbe causare effetti indesiderati.

La radice, crescendo sottoterra, assorbe direttamente iodio e azoto del terreno: di conseguenza, è controindicata in soggetti con problemi cardiaci e/o renali per via del grande carico elettrolitico.

La rapa potrebbe, inoltre, inibire la secrezione dell’ormone tiroideo tiroxina con conseguente rallentamento del metabolismo. In sostanza, potrebbe interferire con la funzionalità tiroidea.

In soggetti predisposti, le rape potrebbero aumentare i gonfiori addominali, provocare diarrea e flatulenza.

La rapa è anche nota per essere difficilmente digeribile a causa dell’ingente quantità di cellulosa contenuta. Soprattutto per chi è soggetto alla sindrome dell’intestino irritabile, il consumo di rapa può causare problemi digestivi (lievi e in fase di remissione).

Come scegliere le rape e come prepararle?

Le rape migliori hanno colori vivaci con bulbi dall’aspetto cremoso, cime vigorose (di un verde intenso) ed un anello viola intorno alle cime. Devono essere sode, compatte, consistenti e senza imperfezioni: buccia liscia e lucida, né macchiata né rotta.

È meglio acquistare le rape piccole: sono meno dure e più saporite.

Le cime di rapa devono avere foglie fresche e fiori ben chiusi: le gemme aperte o gialle, oltre ad essere sgradevoli, possono provocare problemi gastrici.

Rape e cime vanno conservate in frigo (fino a 4-5 giorni le prime, 1-2 giorni le seconde) avvolte in un sacchetto di plastica: prediligono un ambiente fresco, buio e asciutto.

In cucina, possono essere consumate le foglie, il seme oleoso ma, soprattutto, le cime fiorite e la radice.

Prima della cottura o della preparazione, devono essere ben lavate e pulite eliminando residui di terra, filamenti delle radici e la base delle foglie.

Vengono usate per la preparazione di minestre, zuppe o risotti, oppure da sole crude (a fettine, aggiunte alle insalate) o cotte, arrostite, gratinate al forno o lessate e condite con burro (o olio extravergine di oliva) e sale. Sono ottime anche per preparare vellutate, purea con patate e frittelle.

Riguardo alla cottura è da preferire quella in umido o al vapore.

Varietà di rape

La radice carnosa della rapa presenta un colore differente a seconda delle varietà: bianco, salmone, rosa, viola, giallo. Ne esistono più di 30 varietà. La più nota è la rapa di Milano: è tonda, appiattita, si riconosce per il colore bianco ed il colletto viola.

Ogni varietà si distingue dal colore ma anche dalla forma: la Nancy e la Norfolk sono tonde, la rapa di Nantes e la Croissy sono allungate e bianche.

Per la forma si distinguono rape lunghe (cilindriche), semilunghe (coniche), tonde (sferiche), piatte (depresse).

La più diffusa è la ‘rapa di maggio‘ (precoce) mentre quella autunnale viene coltivata nei paesi nordici.

Tra le varietà più note citiamo:

Brassica rapa L. subsp. rapa (la rapa comune, coltivata per la radice) dalla pasta bianca o giallognola, lievemente spugnosa e dolciastra. E’ l’ingrediente principale della brovada (tipico piatto friulano). Il valore nutritivo è scarso: sono presenti alcuni sali minerali (potassio, fosforo, calcio, sodio), povera di vitamine tranne la vitamina C.

Brassica rapa L. subsp. sylvestris var. esculenta (o cima di rapa), ortaggio autunnale o invernale di cui si consumano le infiorescenze in boccio e le foglie più tenere;

Brassica rapa L. subsp. campestris (ravizzone). Si consiglia l’uso della cima di rapa per il contenuto di sali minerali (ferro, calcio, fosforo), vitamine A e C, polifenoli e fattori antiossidanti e per il basso valore calorico (22 kcal per 100 g);

Brassica rapa L. subsp. septiceps;

Rapa di Caprauna bianca tendente al giallo, dal sapore particolarmente delicato.

La rapa di Caprauna (paese in provincia di Cuneo) viene raccolta nei mesi freddi (in genere, da ottobre a dicembre). Leggermente schiacciata, dalla radice tondeggiante, viene coltivata ad altitudini comprese tra gli 800 ed i 1.500 metri. Ama terreni ricchi di calcio ed è proprio questo minerale a caratterizzarne la radice.

Altre varietà coltivate sono la brassica rapa L. ssp. amplexicaulis, dichotoma, oleifera, pekinensis (cavolo di Pechino), perviridis, rapifera, sarson e trilocularis

La varietà più rara è la rapa ‘gialla pomo d’oro‘: il colore della polpa è giallo, tenera, leggermente dolciastra.

La rapa non va confusa con la rutabaga, un incrocio fra cavolo e rapa: la polpa è gialla, la buccia è beige.

Curiosità

La rapa è molto consumata nei paesi nordici (precisamente, dalla Toscana in su), mentre nell’Italia meridionale e insulare si mangia raramente o, addirittura, è sconosciuta. Un fatto curioso considerando che le rape sono l’ingrediente principale della giardiniera, una conserva meridionale molto diffusa.

Le origini delle rape sono incerte come la loro classificazione scientifica ed il loro riferimento a una o più specie tipiche: Brassica campestris L. e B. napus L. vengono considerati i due tipi specifici riferiti alle varie razze di rapa. Generalmente, si ritiene che siano originarie dell’Europa settentrionale (Regno Unito, Francia, Irlanda e Italia) e che la loro coltura si sarebbe poi diffusa nel resto del Vecchio Continente, in Asia e in America. La sua coltura è antica e risale a molto prima della patata.

 

In araldica, fin dal Medioevo questa pianta è utilizzata spesso come simbolo di beneficenza da parte di una casata nobiliare o di una famiglia.

 

Anticamente, le rape venivano usate sotto forma di decotto a cui si aggiungevano grappa e miele. pare che la bevanda ottenuta servisse ad alleviare i disturbi di gola.

 

Perché, tradizionalmente, si dice ‘testa di rapa‘ o ‘cavare sangue da una rapa‘? Perché è priva di sapore.

 

Oltre ad essere utilizzata nell’alimentazione umana, la rapa (radici e foglie) viene impiegata come mangime soprattutto per il bestiame vaccino.

 

La rapa vera e propria non va confusa con la rapa rossa (barbabietola): è una pianta erbacea (diversa dalla prima) appartenente alla famiglia delle Chenopodiaceae ed al genere Beta Vulgaris, varietà rapa Rubra.

 

Alcune specie di rapa vengono impiegate a fini sperimentali (esperimenti botanici e di biologia di base) in quanto la loro crescita è rapida (maturano in 40 giorni circa). Alcune piante di rapa sono state inviate nello spazio con l’obiettivo di testare la germinazione.

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