Il Colosso di Rodi è una delle tante meraviglie del mondo antico, e rappresentava il dio Helios, antico dio del Sole. Alta circa trentadue metri, secondo alcuni storici era realizzata con colonne di pietra, con putrelle di ferro al suo interno, agganciate a piastre di bronzo. Ma qual’è la sua storia?

La sua storia

I rodiesi eressero la statua dedicata al dio Helios, loro protettore, nel 304 a.C. Demetrio I Poliorcete, successore di Alessandro Magno, invase Rodi con un’armata che contava 40,000 uomini, ma la città era ben difesa e così Demetrio costruì delle catapulte. L’assediò, iniziato nel 305 a.C. terminò l’anno seguente, dopo che il generale Politemo arrivò con una flotta e costrinse Demetrio a ritirarsi.

Allora gli abitanti di Rodi eressero la statua, ingaggiando lo scultore Carete di Lindo, allievo di Lisippo, che a sua volta aveva costruito una statua di Zeus alta diciotto metri per l’agorà di Taranto. La costruzione terminò nel 293 a.C., ma nel 226 a.C. ci fu un terremoto, e la statua si inabissò. Politemo si offrì di ricostruirla, ma molti avevano visto il fatto come un segno dell’ira del dio.

Dopo la conquista di Rodi da parte degli arabi, nel 653, essi portarono via i blocchi della statua, vendendola a un ebreo di Emesa, e molte sono state le teorie in merito alla fine della statua e alla sua dimensioni, ma nessuna sembra aver trovato un fondamento concreto. Negli ultimi vent’anni, si pensava di ricostruire la statua, ma il progetto è stato accantonato per motivi economici.

Famoso è il film che gli è stato dedicato, nel 1961, diretto e scritto da Sergio Leone, in cui la vicenda del costruzione del Colosso è visto da un giovane di nome Dario, che si innamora della figlia del suo costruttore. La pellicola del film termina con Dario e i suoi compagni che scappano da Rodi, in seguito a un terremoto, che distrugge la statua.

Il dio Helios

Per capire l’importanza della statua per gli antichi greci, è bene soffermarsi sulla figura del dio Helios. Figlio dei titani Iperioni e Teia, era fratello di Selene, la divinità lunare, e di Eos, dea dell’Aurora. Nella mitologia greca, era il dio del Sole, precedente ad Apollo, e dimorava nell’isola di Trinacria, dove teneva sette mandrie di buoi e sette greggi di pecore, di cinquanta capi ciascuna, che rappresentavano, rispettivamente, i sette giorni e le sette notti della settimana. Egli aveva varie figlie e figli, tra i quali la celebre maga Circe e Fetonte.

Viene citato in varie opere greche, oltre che nelle Teogonia di Esiodo, come l’Iliade, in cui viene definito come “colui che tutto vede e tutto ascolta”, oppure nel Simposio di Platone, che gli dedica una lirica.

Nell’antica Grecia il suo culto non veniva praticato con regolarità, visto che era considerato lontano dagli uomini, ma ciò non valeva per l’isola di Rodi (forse perché, secondo la leggenda, dimorava anch’esso su un isola). Nella statua a lui dedicata esso era raffigurato come un giovane dalla folta chioma, la cui testa era cinto da una corona a raggiera. Sempre sull’isola, gli di dedicavano dei sacrifici di quadrighe, che venivano gettate in mare, e festività con gare atletiche.

Ti è piaciuto l'articolo?
[Total: 0 Average: 0]