Manca ormai una sola settimana alle elezioni politiche 2018. Sergio Costa, questo è il primo nome che il candidato premier Luigi di Maio ha dichiarato essere una delle persone saranno proposte a far parte nel Movimento 5 stelle. Di Maio, ha annunciato che entro il giorno delle votazioni, 4 marzo, sarà proposta al Presidente della Repubblica la lista delle persone che saranno considerate ideali a diventare ministri sotto il team esecutivo in caso di vittoria elettorale. Durante il programma Mezz’Ora in Più, su Rai Tre, il politico ha fatto il nome del Generale di Brigata dell’arma dei Carabinieri, Sergio Costa, come possibile futuro Ministro dell’Ambiente. Quest’ultimo è stato definito “servitore dello stato”, ideale per questa carica grazie al suo curriculum distinto nella lotta contro i crimini ambientali. Il Generale si è detto onorato e ha riferito che sarà pronto e disponibile a rivestire la carica qual’ora fosse nominato.  Da oggi fino al 6 marzo Costa sarà in licenza “per mantenere un profilo istituzionale ottimale”. Gli altri nomi che verranno proposti seguiranno nei prossimi giorni, saranno tutti annunciati prima del 4 marzo. La decisione del Movimento 5 Stelle sembrerebbe una vera e propria presa di posizione, infatti presenteranno la proposta dei Ministri prima di tutti gli altri, al fine “di spiegare agli italiani su quale capitale umano investire” spiega Luigi Di Maio.

Chi è Sergio Costa, il possibile futuro ministro dell’ambiente?

Sergio Costa dopo essersi laureato in scienze Agrarie, ha raggiunto il master in Diritto dell’Ambiente, specializzandosi in investigazioni ambientali. Divenuto Generale dell’arma dei carabinieri si è buttato a capofitto nella battaglia contro le mafie, per la precisione ecomafie, ed è divenuto famoso per la lotta al clan dei Casalesi. Sergio Costa ha portato avanti le indagini in questo settore, scoprendo la discarica di rifiuti nel Parco Nazionale del Vesuvio e ancora più importante ha portato alla luce la discarica di rifiuti tossici europei a Caserta. Il generale ha poi lavorato in ambito internazionale a proposito dei traffici illegali di rifiuti nocivi ed inquinanti.

Questi sarebbero i motivi per cui il Movimento cinque Stelle avrebbe scelto lui per rivestire questa carica, per la sua esperienza, e la sua tenacia trasparente nel proteggere il territorio.