Severgnini giornalista: ecco che libri ha scritto ed alcune sue frasi

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Beppe Severgnini, giornalista cremonese nato nel 1956, allievo di Indro Montanelli, è noto per i suoi libri, pubblicati dalla Casa Editrice Rizzoli, oltre che per la sua attività giornalistica e televisiva. Ma quali sono le sue opere più note? E le sue frasi?

I suoi libri

Una delle opere più note di questo cronista, è sicuramente Un italiano in America, uscito nel 1995, un saggio autobiografico in cui l’autore ha riportato alcuni aneddoti (dai toni umoristici) del suo soggiorno a Washington, della durata di un anno, ed libro è infatti strutturato in dodici capitoli dedicati ad ogni mese e con tematiche diverse. Nel primo capitolo, intitolato Aprile, Severignini parla infatti del trasloco a Washington e dei servizi americani per la vita quotidiana, come negozi e centri commerciali.

Altro libro da citare è La testa degli italiani, uscito dieci anni dopo Un italiano in America, dove l’autore si sofferma ad analizzare pregi e difetti degli italiani. La struttura del libro comprende una suddivisione in dieci capitoli, suddivisi per dieci giorni passati (in modo immaginario) in diverse città d’Italia, dal Nord al Sud. Nell’edizione inglese del libro, il giornalista ha anche aggiunto un undicesimo capitolo, ovvero l’Epilogue: a letter from America.

Tra gli altri volumi da lui scritti si possono citare: Inglesi. [Guida al regno della Thatcher], uscito nel 1990, Italiani con valigia. Il Belpaese in viaggio, del 1993, Italiani si diventa, edito nel 1998, e Neoitaliani. Un manifesto. 50 motivi per essere italiani, stampato nel 2020.

Aforismi

Si può iniziare a conoscere un autore anche leggendo alcune sue frasi, e tra quelle di Beppe Severgnini, tratte dai suoi libri, si possono citare:

  • “Nella pubblica amministrazione finiscono i migliori, e vengono pagati per quel che valgono”, tratto da Inglesi;

  • “Chi scrive deve ricordare sempre: tutto quello che non è indispensabile, è DANNOSO. Non irrilevante, o inutile. Proprio dannoso, nocivo, controproducente”, da L’italiano. Lezioni semiserie, del 2007;

  • “Gli intolleranti, spesso, sono soltanto ignoranti. Non dispongono di termini di paragone, giudicano il mondo chiusi nel loro angolo. La possibilità di confronto è una ricchezza, una gioia e una fortuna. Insegna la prospettiva, i modelli e le relazioni. Essere aperti è un vantaggio; e non costringe a dimenticare le proprie origini, come pensa qualcuno”, citazione ne Italiani di domani. Otto porte sul futuro, uscito nel 2012;

  • “Non è importante dove si legge un libro (carta, schermo, minischermo). Importante è il libro, con la sua lunghezza, la sua sfida, la sua lezione di metodo. Un rapportoscritto, un contratto, un progetto, il materiale di preparazione per un incontro o un convegno: senza l’abitudine al libro, sembreranno inaccessibili. E non lo sono”, scritta sempre nel volume citato prima;

  • “Scegliete con cura i vostri maestri. Sostituiteli se vi deludono, non adorateli mai e giudicateli sempre. Ma trovatene: saranno termini di paragone e punti di riferimento nel momento delle scelte”, altra frase riportata sempre in Italiani di domani;

  • “Viaggiare vuol dire allungarsi la vita, riempiendo il passato di ricordi e il futuro di progetti”, frase del libro La vita è un viaggio, pubblicato nel 2014.

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