Tutti conoscono le divinità greche come Zeus, Era, Apollo, Afrodite, Nettuno, etc, ma forse non tutti hanno sentito parlare di Ebe, la dea della giovinezza, nonché coppiera degli dèi, e ultima moglie di Ercole, dopo che quest’ultimo, in seguito alla sua morte, venne accettato nell’Olimpo per le sue imprese, e dal quale.

Chi è Ebe?

Ebe è la figlia di Zeus ed Era, sorella degli dei Ares ed Efesto, e della dea del parto, Ilizia. citata spesso sia da Omero che da Esiodo, ed è a lei che viene affidato il compito di servire nettare ed ambrosia alle divinità che dimorano nell’Olimpo. Nella maggior parte dei monumenti a lei dedicati, viene raffigurata come una giovane, che tiene quasi sempre in mano un anfora.

Nel tempio di Corinto, a lei dedicato, è stato trovato un ariballo (un piccolo vaso globurale), che raffigura le sue nozze con Ercole, con figure rosse nere. Le stesse immagini si possono trovare su dei vasi attici. Anche Canova la usò come soggetto per una delle statue, ed in Italia una di queste si può ammirare a Forlì, nel Museo di San Domenico.

Nella mitologia greca venne poi associata a Iuventas, che proteggeva i ragazzi nell’età adolescenziale (nonché delle associazioni istituite per loro), fino ai sacrifici in cui da adolescenti diventavano uomini. Questi sacrifici alla dea erano stati istituiti ai tempi in cui Roma era una monarchia, proprio durante il regno del suo sesto re, Servio Tullio, ed il suo tempio era inglobato in quello di Giove Ottimo Massimo, sul Campidoglio.

Ebe nella letteratura

Non si può dire che la produzione letteraria in cui compaia questa divinità non sono davvero numerose, ma nel 1995, la casa editrice Salani, ha pubblicato un libro per ragazzi di Teresa Buongiorno, Olympos. Diario di una dea adolescente, in cui la voce narrante è proprio la giovane dea Ebe, che riporta tutte le vicende olimpiche nel diario regalatole del padre, Zeus.

La storia inizia con la nascita del piccolo Efesto, ed Ebe da ultimogenita diventa penultima figlia di Zeus e della sua regina Era. Ebe, a differenze di molte delle sue sorelle, come Atena o Artemide, o la divina Afrodite (che in questa versione della storia è nata dal sangue di Urano, come riportano certi autori greci) non ha una gran bellezza. Poco apprezzata dalla madre, che pensa solo a se stessa, ad aver fiducia in lei sono soprattutto sua nonna, Rea, e suo padre (sempre che quest’ultimo non sempre glielo dimostri).

E’ propria sua nonna che la porta con lei nella dimora in cui vive con suo marito Crono, esiliato dal suo stesso figlio, e lì la giovane Dea impara i segreti della natura, che la porteranno a diventare coppiera degli dei, e dove fa amicizia con Meti, la madre di Atena, che diventerà a sua volta una delle sorelle più affezionate. Mano a mano che il libro prosegue, Ebe narra gli eventi degli altri dèi dell’Olimpo e degli eroi, come il rapimento di Persefone o il rapimento di Ganimede, che diventerà il suo apprendista, fino al termine del romanzo, che si chiude con l’inizio della guerra di Troia ed il matrimonio di Ebe ed Ercole, che a quanto sembra erediterà il titolo di re del monte Olimpo quando Zeus “andrà in pensione” se così si può dire.

Ti è piaciuto l'articolo?
[Total: 0 Average: 0]