Talking Angela è un app per smatphone o tablet, amata dai ragazzi, in quanto si interagisce con l’avatar di un gatto, con il quale si conversa come in una chat. Nel 2014, sembra che sia stata usata da un pedofilo, che di nascondeva dietro il gattino, e molti si chiedono se è davvero pericoloso. Per saperne di più, si può continuare a leggere questa pagina.

Che cos’è Talking Angela

Questa app, uscita nel 2013, è stata subito amata dai più giovani per via del suo avatar, una gattina bianca con fattezze femminili (Angela, per l’appunto), di cui si poteva scegliere il look e lo stile di vita, simile a quello degli esseri umani.

Questa gatta esprimeva a voce un messaggio scritto nella linea della chat, e chiaramente non poteva non essere apprezzata, ma nel tempo, alcuni ragazzi cominciarono a notare che il personaggio cominciava a chiedere sempre più informazioni sull’utente, come l’età, l’indirizzo, il genere sessuale e, in alcuni casi, anche il conto in banca. E’ stato nel marzo del 2014 che, a Rovigo, la Polizia Postale ha scoperto che dietro la simpatica gattina, a conversare con ragazzi dai nove agli undici anni, era un uomo di mezz’età, che sosteneva di fare loro delle domande intime per gioco.

E’ davvero pericoloso?

Dopo il fatto appena citato, i programmatori hanno negato ogni legame con la pedopornografia, ma che la gattina dell’applicazione, può trarre in inganno, visto che sembra proprio che l’utente e l’avatar possano conversare. Come ogni app o gioco, Talking Angela, purtroppo, può essere soggetta all’attacco degli hacker, che possono anche attivare una webcam, nel momento che un utente si registra.

In seguito a questa vicenda, tuttavia, su Facebook, nel 2014, si iniziò a chiedere la cancellazione dell’applicazione da parte della Sophos, società addetta alla sicurezza di internet. Alla fine, nel 2016, l’azienda produttrice dell’app, l’Outfit7, rimosse la funzione di chat dal gioco.

In linea genere, non è un’applicazione pericolosa, ma è necessario seguire certe misure di sicurezza, a cominciare dall’installazione di un buon antivirus sul proprio dispositivo. In secondo luogo, bisogna assicurarsi che l’avatar offra una serie di garanzie di protezione legate all’identità, conforme alle norme di sicurezza, e deve proporre anche una modalità sicura per i minori al di sotto di tredici. E’, quindi, importante non dichiarare un’età diversa e, in questo caso, i genitori dovrebbero controllare.

E’ importante, sia in questa che in altre app, non comprare mai i bonus, che viene proposto come extra, soprattutto se il proprio smartphone è collegato alle carte di credito, privo di una protezione.

Non bisogna dimenticare, inoltre, che le chat, in generale, devono restare anonime, e non fidarsi di chi chiede informazioni troppo personali. Nel caso dei bambini, inoltre, è importante fare attenzione alle app che scaricano e spiegargli come comportarsi.

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