Tra le infezioni che colpiscono le unghie c’è l’onicomicosi per la quale sono previsti specifici trattamenti.

L’infezione fungina non sempre si presenta con sintomi e, è generalmente guaribile in poco tempo ma va valutata da uno specialista affinché non si evolva in qualcosa di più grave.

Onicomicosi: Prevalenza

Le onicomicosi, nell’80% dei casi, si sviluppano sulle unghie dei piedi. Di seguito, vengono indicate le percentuali di prevalenza in base all’età:

  • infanzia: < allo 0,5%,
  • adulti: 2-10%,
  • dai 60 anni in su: 14-28%

Chi è più esposto al rischio di infezioni fungine ungueali?

  • Uomini
  • Pazienti con altre patologie che colpiscono la cute e le unghie
  • Fumatori
  • Pazienti diabetici
  • Pazienti affetti da malattie vascolari
  • Ereditarietà

Cause dell’onicomicosi: quali sono?

Responsabili dell’onicomicosi, spesso, sono dermatofiti Trichophyton rubrum e Trichophyton interdigitale.

Una specificazione è doverosa e riguarda le regioni caratterizzate da climi temperati: in questo caso, per il 2-3, le infezioni sono causate da funghi che non fanno parte della famiglia dei dermatofiti ma sono riconducibili a miceti come:

  • Scytalidium sp.
  • Aspergillus sp.
  • Fusarium sp.
  • Hendersonula
  • Scopulariopsis

N.B.: infezioni fungine come la candida, risultano essere molto diffuse.

Rischi dell’onicomicosi: quali sono?

Se le onicomicosi non vengono trattate con opportuni trattamenti individuati dal medico specialista, possono trasformarsi in qualcosa di più grave (seppur in piccole percentuali).

Quadro clinico dell’onicomicosi

Individuare un’infezione fungina non è difficile, in quanto l’unghia colpita presenta caratteristiche precise:

  • si presenta ingiallita,
  • è opaca,
  • può avere leggere deformazioni,
  • risulta più spessa in corrispondenza dei margini

Nella maggior dei casi, si tratta di una dermatofitosi che, se dovesse estendersi a tutta la zona ungueale, renderebbe la stessa fragile e si verificherebbero manifestazioni dolorose in corrispondenza della parte interessata che, tra le altre cose, risulterebbe deformata. In tale situazione, si parlerebbe di onicomicosi totale distrofica.

Invece, se il fungo si trova al di sotto dell’unghia potrebbe trattarsi di un’onicomicosi subungueale prossimale.

In qualsiasi condizione, l’onicomicosi non va mai sottovalutata perché potrebbe essere la “spia” di malattie ben più gravi come il diabete, disturbi vascolari o altro ancora.

Onicomicosi: la diagnosi differenziale

È la diagnosi che consente di escludere la presenza di una psoriasi ungueale, caratterizzata da patognonomiche placche squamose della pelle.

Altre diagnosi differenziali vengono fatte per verificare:

  • lichen planus
  • onicogriposi
  • traumi
  • carcinoma a cellule squamose
  • melanoma maligno

Onicomicosi: conferma della diagnosi

Naturalmente, prima di tutto, sarà necessario diagnosticare l’onicomicosi per poi procedere all’eventuale trattamento.

Il procedimento da mettere in pratica per rilevare la presenza del fungo consiste nel prelevare oltre 3 millimetri di unghia infetta ed eventuali detriti subungueali che, messi su un adeguato supporto medico, verrano analizzati per formulare la diagnosi. Più grande sarà il campione prelevato, maggiore sarà la probabilità di pervenire ad una diagnosi certa ed inequivocabile. Il consiglio medico, in questi casi, è sempre determinante ed imprescindibile.

Onicomicosi: terapia

Sarà lo specialista a dare tutte le indicazioni al paziente colpito da onicomicosi e, a seconda della gravità dell’infezione, potrà prescrivere delle creme antimicotiche e raccomanderà di indossare scarpe comode, lavare sempre i piedi, usare ciabatte in luoghi comuni (come ad esempio palestra o piscina), e si dovrà sempre asciugare i piedi perfettamente perché l’umidità o l’acqua tendono a far proliferare i funghi.

Se anche seguendo questi consigli, l’infezione continua ad essere un disturbo sarà possibile passare ad una terapia farmacologica che comprenderà sicuramente un antimicotico – topico o sistemico — la cui azione sarà migliorativa.

Tra gli antimicotici, si ricordano:

(Somministrazione per via orale)

  • terbinafina: tende ad inibire la sintesi dell’ergosterolo ed il trattamento prevede la somministrazione di 250mg al giorno per un per un minimo di 6 settimane ed un massimo di 3 mesi.
  • Itraconazolo: adatto per le infezioni da lieviti (es. candida) oppure per la cura della dermatofitosi. Il trattamento dura minimo 3 mesi e prevede la somministrazione di 200 mg al dì

(antimicotici per uso topico)

  • Amorolfina: combatte lieviti, muffe e dermatofiti. Dietro regolare prescrizione medica, si deve procedere all’applicazione per due volte a settimana e per un periodo minimo di nove mesi per le unghie dei piedi.
  • Tioconazolo: è molto diffuso ed è applicabile contro dermatofiti e lieviti. La crema va distribuita sulla zona interessata per massimo 2 volte a settimana.

Effetti indesiderati ed avvertenze

Durante il periodo di somministrazione di terbinafina e itraconazolo, tra gli effetti indesiderati più comuni ci sono i sintomi gastrointestinali come ad esempio dolore addominale, nausea, diarrea) e reazioni cutanee.

L’uso di questi farmaci è sconsigliato sia in gravidanza sia nel periodo dell’allattamento, sia per i pazienti che soffrono di epatopatia attiva.

TERBINAFINA

Tra gli altri effetti indesiderati frequenti:

  • Emicranie
  • Disturbi muscoloscheletrici
  • Alterazioni del gesto

Tra gli effetti indesiderati rari:

  • Disfunzione epatica grave
  • Capogiri
  • Spossatezza
  • Reazioni cutanee
  • Parestesia

Tra gli effetti indesiderati molto rari:

  • Disturbi psichiatrici
  • Vertigini
  • Esacerbazione della psoriasi

ITRACONAZOLO

Tra gli effetti indesiderati molto rari

Onicomicosi: Rivalutazione del paziente

Tra le onicomicosi, quella bianca superficiale può essere curata in qualche settimana se il trattamento prescritto viene fatto per come indicato dal medico: l’unghia infetta viene limata e, via via, sostituita da quella sana.

Per tenere sotto controllo la situazione, generalmente, con una lima appuntita si crea un solco trasversale nella parte da trattare in modo da verificare la validità del trattamento applicato, creando un margine oltre il quale l’infezione non dovrebbe arrivare.

Monitorare la situazione è determinante perché, data la lentezza della ricrescita completa delle unghie, permetterà di non prolungare le cure a vuoto anche qualora non fossero più necessarie.

Allora, dopo circa sei mesi, il paziente dovrà sottoporsi ad una visita di controllo e lo specialista valuterà il da farsi.

Se, invece, l’infezione non migliora con l’applicazione degli antimicotici tradizionali bisognerà anche procedere ad altre diagnosi, come ad esempio quella del Scytalidium, che risulta molto resistente a tutti i trattamenti.

Onicomicosi: Conclusioni

L’onicomicosi, conclusivamente, è una infezione delle unghie molto diffusa e, spesso, asintomatica.

Per rilevare la patologia bisognerà sottoporsi ad esame micologico che, ad intervalli, consisterà nei prelievi di campioni di unghia e detriti.

Consigli utili

  • Limare le unghie colpite da infezione fungina e mantenerle corte
  • indossare scarpe comode
  • Curare l’igiene dei piedi

Come specificato, i trattamenti, orali o topico, possono richiedere – a seconda dei casi – tempi lunghi. Tra gli antimicotici da somministrare per via orale abbiamo descritto la terbinafina e l’itraconazolo, utile nel caso di Candida.

A paragone con quella orale, la terapia topica pare dare risultati meno efficienti ed in alcuni casi si potrebbe procedere all’associazione delle tue tipologie.

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